La consulenza psicologica


La consulenza psicologica del Progetto ‘Albero Spettinato e Raggio di Sole’ si muove su più livelli come da azioni n 5/8 del bando regionale e nasce da una approfondita ricerca sul rapporto e le dinamiche della famiglia che si trova ad affrontare oltre alle incessanti cure di cui un bambino ha naturalmente bisogno, anche una serie di attenzioni particolari occorrenti a compensare le peculiari urgenze di un bambino in difficoltà. Il progetto mira a realizzare ciò che definiamo integrazione di bisogni, necessità e cura.

I genitori si trovano a gestire una situazione a cui non erano preparati, spesso senza un aiuto competente al loro fianco; si tende istintivamente a concentrarsi sul figlio, dimenticando che non è l’unico a soffrire, perché i genitori stessi affrontano un importante coinvolgimento in tutti gli aspetti di vita, con forti conseguenze per l’aspetto psicologico.

Il progetto si è proposto di fornire il supporto psicologico articolandolo in molteplici aspetti, dal nucleo rappresentato dai laboratori ludico-terepautico- ricreativi [n. 5 Accompagnamento psicologico alle famiglie partecipanti ai laboratori] al sostegno psicologico specifico individuale [ n. 8 Consulenza psicologica e psicoterapeutica individuale,  di coppia e di gruppo] unendo i genitori in cerchio attraverso i gruppi GAMA [n. 6 GAMA genitori] fino a fornire consulenza psicoeducativa costante [n. 7 Incontri di psicoeducazione di coppia, genitoriale e familiare di sostegno e recupero resilienza nella malattia.]

Saper di accettare particolare impegno da parte dei figli richiede forza e determinazione, maturando la consapevolezza che come genitore e persona si abbisogna di ricreare le energie; ciò ha posto le basi per accogliere i nuclei in necessità attraverso una profonda leggerezza con i laboratori esperienziali-terapeutici.

L’obiettivo è di fornire ai genitori strumenti per non dimenticare sé stessi e la loro relazione, evitando quindi che si lascino assorbire completamente dalle cure necessarie al bambino, al fine di ricreare un clima di serenità attraverso la leggera profondità dei laboratori ludico-terepautico- ricreativi. 
I laboratori ludico-terepautico- ricreativi offrono uno spazio per la famiglia tutta, di accoglienza delle dinamiche esistenti, al fine di sgravare dal processo, il peso della cura, lasciando spazio alla creatività, ai colori, alla rigenerazione ed alla costruzione di dinamiche, tra i membri della famiglia, spesso rinnovate da una vivace costruzione. Un’ulteriore possibilità per far nascere uno spazio di relazione con tutti i figli, evitando la naturale propensione nel focalizzarsi principalmente sul figlio disabile e mirando a creare una condivisione attiva e partecipe fra tutti i membri della famiglia assieme ai fratelli attraverso una creatività ludica, ma profondamente curativa.  
Lo psicoterapeuta attraverso il medium dell’arte, della parole, della musica può aiutare ad affrontare con maggiore sicurezza e serenità le varie fasi del percorso di crescita, personale e familiare, durante tutto il percorso di accudimento e cura del figlio in stato di necessità e dei fratelli.
 Il sostegno psicologico specifico individuale, aiuta a favorire ed elaborare emozioni di ansia, depressione, tristezza ed isolamento, dando la possibilità di un’espressione emozionale libera e soprattutto legittimando la facoltà di avere, in primis, come genitori, delle necessità e dei bisogni legati alla patologia del figlio.
I gruppi GAMA, ovvero uno spazio protetto dedicato ad accogliere e condividere esperienze e vissuti emozionali complessi di tutti i genitori, come il dolore, la rabbia, i timori e le preoccupazione per lo scenario presente e futuro, hanno dato una possibilità di confronto autentico atto a promuovere un adattamento emotivo favorevole ad un processo di accettazione; i genitori trovano sostegno l’uno nell’altro, sentendosi meno isolati e promuovendo una Qualità di Vita funzionale a tutto il nucleo famiglia.
Accogliere la famiglia significa proporre un modello diverso che include non solo il protagonista di dette necessità, ma tutti coloro che le condividono giorno dopo giorno, che aiutano nella crescita e nelle diverse fasi di vita, coloro che ne sono l’educazione e la guide, ed è qui che si parla di fratelli e di genitori. La necessità di un bambino affetto da disabilità coinvolge appieno la prima società ed è per questo che abbiamo ritenuto opportuno adoperarci per fornire una servizio alla famiglia, ovvero alle necessità del bambino con disagio e di tutti i suoi componenti, per migliorare lo stato emotivo dell’intero nucleo e rendere il bambino autonomo al massimo delle sue capacità. Questo processo è stato nutrito da numerosi eventi formativi atti a creare un dialogo tra l’esperto ed il genitore e tra genitore e società al fine di favorire una circolarità virtuosa con l’obiettivo di salute e cura.

Spesso si agisce e si reagisce a situazioni che destano sofferenza con pragmaticità trascurando talvolta le emozioni, in tale progetto abbiamo coinvolto tutta la persona e ci siamo presi cura dell’emotività espressa per ripristinare un funzionale equilibrio psico-fisico. Un aiuto professionale può quindi ottimizzare la relazione e gli equilibri tra tutte le figure.

Il lavoro psicoterapeutico è un processo delicato e complesso, che richiede diverse fasi, ad oggi possiamo essere profondamente grati a tutti i genitori che si sono espressi liberamente e sinceramente, affrontando svariate emozioni scomode, al fine di raggiungere un equilibrio maggiormente solido e rassicurante, ristabilendo un ruolo di empowerment all’interno del sistema famiglia.


Tutto ciò viene garantito da due esperte psicologhe: Roberta Moro con specializzazione  sistemica familiare ed esperienza in ambito clinico e psicotraumatologico (EMDR) e scolastico, formata nel sostegno genitoriale e nella relazione genitore – adolescente; e Samuela Sommacal psicologa psicoterapeuta specializzata in terapie brevi a orientamento psicodinamico, specialista in psiconcologia ed in consulenza e educazione sessuale, esperta in arte-terapia.

ALBERO SPETTINATO – resoconto dott.ssa Roberta Moro

 

  1. LABORATORI

Mi sono avvicinata a questa nuova opportunità di mettermi in gioco per Albero Spettinato e Raggio di Sole attraverso i laboratori di Musicoterapia e Psicomotricità.

MUSICOTERAPIA: Il primo approccio con i terapisti è stato molto positivo, mi hanno dato modo di entrare nel gruppo, come se fossi una di loro, mentre in punta di piedi cominciavo a fare gli “onori di casa” con le famiglie che timidamente si affacciavano alla porta della sala di musicoterapia.

Sin da subito si è creata una bella sinergia sia tra adulti e bambini, sia tra componenti dell’equipe terapeutica e famiglie. Tutti per terra, tutti sullo stesso piano…obiettivo: farci coinvolgere dai suoni e dalle espressioni della musica.

A partire dal secondo incontro, passo passo, ho provato a coinvolgere i genitori tra loro, cercando di creare un gruppo che avesse le sembianze di un “ gruppo di auto mutuo aiuto”. Se all’inizio si notava e si respirava l’imbarazzo e la diffidenza tra i genitori, sono bastate davvero poche parole da parte mia per avviare un confronto tra genitori via via sempre più affiatato e compatto. Si è parlato di figli, di fatica nel crescerli, di come gli aiuti dalle istituzioni e dalla sanità arrivino a singhiozzo o addirittura non arrivino. Il mio ruolo, all’inizio di facilitatore, si è trasformato di volta in volta in semplice uditore in quello che a mio avviso si stava definendo un vero e proprio gruppo di mutuo sostegno genitoriale.

PSICOMOTRICITA’: Anche con psicomotricità l’integrazione con il gruppo è stata a dir poco fantastica. Con claudia, la terapista, abbiamo avuto un buon feeling sin da subito. Anche in questo laboratorio le famiglie si sono bene integrate, sia nei “giochi” tra bambino e genitore, sia in quelli che coinvolgevano tutti. Anche in questo caso è stato possibile creare, dal secondo incontro in poi, finchè i bambini erano impegnati in giochi di gruppo, un piccolo gruppetto genitori e anche qui, dopo alcune titubanze iniziali, è stato possibile notare un abbozzo a gruppo di auto mutuo aiuto. Argomenti affrontati: consigli su strutture o terapie alternative, confronto sulla gestione di figli “problematici”, …

Il gruppo dapprima si era costituito con dei sottogruppi di 2-3 genitori ciascuno, per crescere via via e fondersi in un unico gruppo.

La vera anima del progetto di Albero Spettinato è proprio quello di non solo creare uno spazio accogliente per le famiglie , ma anche e soprattutto di sostenere i genitori e le famiglie. Nei due mesi in cui abbiamo potuto sperimentare i laboratori in presenza, tutto questo si è materializzato con le dovute cautele, e questo mi ha reso davvero soddisfatta e in qualche modo utile.

Durante il lockdown, noi dell’equipe di Albero Spettinato non ci siamo arrese e sin da subito abbiamo pensato a un modo per riorganizzare i “laboratori a distanza”: ecco che allora è nato un gruppo whatsapp con le famiglie dei partecipanti. All’interno della chat ci si inviavano audio, video e qualche consiglio utile per cercare di mantenere vivo il “fuoco” dei quei gruppi creati un po’ a fatica nei mesi precedenti. Dal mese di giugno 2020 siamo riusciti anche a creare i “laboratori individuali” in cui le famiglie potessero venire una alla volta e in cui il laboratorio venisse cerato ad hoc in base alle esigenze. Alcune famiglie non hanno esitato a iscriversi e a provare il nuovo esperimento dei laboratori individuali. Assieme ai terapisti, abbiamo provato a capire quali fossero le caratteristiche che meglio potessero adattarsi alla nuova modalità e per ciascun terapista si sono trovate delle peculiarità per rendere i laboratori più accattivanti e piacevoli allo stesso tempo.

  1. SOSTEGNO INDIVIDUALE E FAMILIARE

Come psicoterapeuta, il mio secondo incarico è quello di sostenere psicologicamente gli individui, le coppie e le famiglie che ne avessero avuto la necessità. Ci sono state fin da subito genitori, mamme soprattutto, desiderose di avere uno spazio tutto per sé, di ascolto e sfogo… Proprio come fossimo in un vero e proprio studio di psicoterapia, tutte le persone viste e sostenute non hanno incontrato problemi nel potersi affidare a me, cercando non per forza una soluzione, quanto invece una valvola di sfogo. Come scritto sopra si sono succedute mamme per la maggior parte, ma anche una coppia formata da madre e figlia, in difficoltà nella gestione dell’altra figlia/sorella ammalata…

Durante il lockdown, alcuni di questi colloqui sono proseguiti da remoto e personalmente questo mi ha fatto molto piacere. Nonostante la distanza fisica si facesse sentire, di certo non quella “di cuore”. Sto continuando ancor oggi, nonostante l’attenuamento di alcune restrizione, a mantenere il sostegno online grazie al rimodulamento del progetto che prevede la “psicologa online”.

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