2^ follia del volontariato

TRACCIA PER UN PERCORSO DI VOLONTARIATO CON ALBERO SPETTINATO

Questo scritto segue il video sulla “follia” del Volontariato in cui commento questa

Follia del volontariato:

Da società dell’efficienza a >>> disponibilità all’incontro = MISTERO

conosco e so tutto (società dell’IMMAGINE) a >>> mi apro all’ignoto con flessibilità e PUDORE

da principio di competizione (IO) a >>> solidarietà (NOI)

schemi fissi e ripetuti (rigidità e PASSATO) a >>> Flessibilità del nuovo, apertura al FUTURO

interesse, GUADAGNO a >>> perdere per ritrovare umanità nella GRATUITA’

a distanza di sicurezza aVICINANZA , empatia adulta

– Alda Merini: “Non voglio dimenticarti amore  …e bastava un’inutile carezza a rovesciare il mondo

Ora sottolineo come l’innestare di questa folle novità i nostri giorni ci rende invece più maturi.

Se è vero che da bambini è naturale essere ego-centrati e crescere è acquisire uno sguardo di responsabilità sulla propria e altrui vita…vi chiedo : “Chi è più maturo di un volontario?” e, soprattutto: “chi è più felice?”. Il primo mese di video, condivisioni a caldo, scritti entusiastici di vecchie e nuove volontarie a contatto con i laboratori di Albero spettinato …sono già una risposta!

Grazie dunque a chi vorrà, leggendo, porsi in cammino nella rigenerante avventura del volontariato

Detto questo, all’opera:

PREDISPOSIZIONE personale per arrivare integrati: respirazione diaframmatica. e visualizzazione del Sole che sopra le nuvole sempre splende

  • Volontà di offrire qualche ora del proprio tempo nella consapevolezza che non sarà un rapporto “Up-down” (io do-tu ricevi) ma nella capacità di RECIPROCITA’ del dare-avere
  • Disponibilità a lasciarsi toccare il cuore dalle presenze che si incontreranno con il desiderio di offrire un po’ del proprio aprendo così la strada alla magia degli incontri autentici
  • Desiderio di giocare/giocarsi: anche le prossime righe saranno mere indicazioni, ma il di più lo fa “il bello della diretta” in cui non è rispettare un regolamento o ripetere comportamenti rigidi che ci tiene in sicurezza, ma essere aperti alla novità, disponibili a “ridersi addosso” e a re-inverntarsi

COSE PRATICHE 

  • arrivare almeno 20 minuti prima dell’attività in calendario nel volantino
  • predisporre locali, 
  • predisporre i registri che sono sotto-chiave (da richiedere a Francesca o Beppe di Casa insieme) nell’armadietto D10 che si trova nell’antro, circa a metà, del corridoio a destra al primo piano
  • predisporre materiali vari su indicazione dei terapeuti che possono anche richiedervi, prima dell’inizio, alcune necessità/aspettative durante la loro attività
  • rimanere liberi da attività nei 10 minuti prima dell’inizio per accogliere all’ingresso di Casa Insieme (o delle Conferenze) le famiglie che arrivano
  • conoscerne i nomi e farsi riconoscere con nome e ruolo di volontaria (potrebbe essere utile una spilla di Albero spettinato?)
  • accompagnare alla sala ed aiutare i bambini nelle pratiche di preparazione (cappotti, scarpe…) 
  • chiedere a terapeuti e partecipanti di firmare i registri presenze come da DDR110 della Regione del Veneto (v. sopra)
  • Mantenere la presenza di due volontari ad attività, con almeno uno costante, a rotazione, in modo che ci sia continuità nei volti che agevola la confidenza delle famiglie e coadiuva gli espletamenti burocratici dei registri con linearità.
  • Rimanere creativamente e gioiosamente attenti a bambini e genitori durante le attività percependone bisogni e sciogliendo dubbi. Vedere che degli adulti volontari sanno giocare fa bene anche ai genitori più inibiti e si può offrire un’azione da ricalcare anche nel silenzio attivo. Il terapeuta può proporre attenzioni individuali-duali e canalizzare l’attenzione su di esse senza distrazioni (battute o intrattenimenti) ne aumenta la forza  A volte è utile rimanere in sala, a volte si agevola chi fatica ad entrare (vedi “stanza di decompressione” in bagno) a volte si affiancano alla macchinetta caffè i genitori che escono per fare due parole…
  • Si tratta di ascoltarsi per ascoltare cosa ci risuona dell’altro e dell’attività in corso. Non protagonismo ma disponibilità e sintonia con uno sguardo attendo al terapeuta per agevolarne le  indicazioni perché l’attività raggiunga il primo obiettivo: creare relazione nelle famiglie e tra le famiglie, creare solidarietà. 
  • Sarà necessario dunque guardare spesso i terapeuti e nel non verbale richiedere e intercettare cenni di richieste, permessi o indicazioni diverse. Prima e dopo l’attività si può essere propositivi, durante è bene non interferire, agevolando l’azione di ricalco che i terapeuti offrono ai genitori e ai bambini per rinforzarne l’alleanza. “Il silenzio è d’oro” e l’attesa è funzionale all’obiettivo studiato dai terapeuti.
  • Coadiuvare nei momenti di scambio di gruppo la psicologa nel creare tra le famiglie confidenza, affiatamento, condivisioni di esperienze e di sensibilità sarà un’opera di ricalco/incoraggiamento preziosissima.
  • Nel rispetto della riservatezza delle informazioni di cui si venisse a conoscenza… il sito di albero spettinato, per rimanere aggiornato in tempo reale, ha bisogno di foto e video (riprese solo con cellulare orizzontale). Se i genitori acconsentono potete cimentarvi e il materiale andrà girato esclusivamente a Gloria (338 199 4469) che aggiorna sito e fb in modo adeguato e non dovrà mai essere divulgato ad altri esterni per privacy bambini.
  • Albero spettinato è un’opera sartoriale e quindi è necessaria una continua capacità di riaggiustamento in base alle reali necessità delle famiglie che si presentano: flessibilità di terapeuti e volontari è davvero ciò che ci mantiene ad anni luce da spunti ossessivi di richiesta di “sicurezze” improbabili.

COSA NON FARE perché la sfida al NUOVO che il volontario vuole fare emergere non superi il limite per non mortificare, né mortificarsi. Accettare la Frustrazione del Non Fare per …ESSERE 

  • Non dare consigli non richiesti ai genitori 
  • Non fare domande rispetto alle malattie dei bimbi o altro di personale, solo ascolto, sereno.
  • Non forzare i bambini se non hanno voglia di fare qualcosa. 
  • Non sostituirsi a loro: si è lì di supporto…anche alla loro libera scelta di non fare… subito
  • Non sovrastare il rapporto genitore bambino, pronti a tirarsi indietro per agevolare il loro accudimento e, se ci sono sfide oppositive in corso, non parteggiare, semmai deviare.
  • Non eccedere, se possibile, numericamente come adulti rispetto ai bambini (occhio all’occupazione dello spazio)
  • Non toccare se prima, con verbale o non, non ne ho ricevuto il permesso (“posso?”…)
  • Non rispettare le regole del luogo (in fattoria cibo agli animali, spazi di equitazione,..Silenzi…)
  • Non riconoscere e comunicare agli altri volontari o alla psicologa che alcune situazioni mi sono troppo difficili da affrontare

REGOLA D’ORO

Pensate a voi, in un momento di difficoltà: quando ne avevate voglia e quando no… quanto vi ha fatto bene e cosa no?… 

Nella malattia la preoccupazione a volte ha la meglio: anche gli adulti possono sentirsi invasi da entusiasmi troppo eccitati.

Bene: ricordiamoci, detto questo, … che nella diretta si può sbagliare ed è l’occasione più forte che ci è data di imparare. Umiltà di parlarci, riconoscere e ricominciare con serenità è ciò che ci fa crescere, non perdiamola!

Di cuore con i i terapeuti vi ringrazio perché siete già presenza preziosa, un occhio in più all’incolumità permettendo il proseguo delle attività principale e supportando la secondaria: Voi realizzate il primo obiettivo di Albero spettinato: vincere la solitudine e la paura con l’accoglienza!

Monica Sutti per l’equipe di Albero spettinato

11 febbraio 2020

giornata mondiale del malato

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